Pizza.it ( storia e fatti )





Per la stesura dei contenuti di questo sito pensavamo fosse necessaria la collaborazione con un'Associazione di settore importante in quanto, a differenza dei ristoranti, non ci sono delle Guide autorevoli a far chiarezza con la loro critica ecco perchè, senza esperienza nel settore, accettammo un'ottima occasione. I primi contatti con l'APES - Associazione Pizzaioli e Similari (ex Sostenitori), nella persona di Antonio Primiceri, avvengono nell'ottobre del 1993, cioè nella fase di ultimazione di quella che è stata la prima guida alla ristorazione mondiale nata in tutta Internet diventata successivamente, quella ufficiale di tutta la rete.

Artefici e promotrici dell'incontro furono Carolin Juker, cara amica ed ex mia fidanzata, ed una sua amica cuoca, Milly.

L'APES è stata la prima associazone di pizzaioli nata in Italia, è dagli ex iscritti o dal suo esempio che sono nate tutte le altre. Penso, a posteriori, di aver capito la ragione per cui ciò sia successo; la costante che ha accompagnato tutto il periodo di relazione è stata, rapporti estremamente difficili in ogni senso, assenza totale di collaborazione.

La maggior responsabilità penso sia da assegnare alla disarmante lentezza mentale sull' argomento Internet o comunicazione in generale, della signora Anna Bandera compagna di vita e d'affari del Primiceri, che non solo non ne capiva l'importanza, ( al tempo non era facile, lo ammetto) ma, neanche provava di cercar di capire, al contrario di tutti gli altri.
In altre parole, una vera bigotta ottusa.
Chissà, forse bisogna essere così, per occuparsi di un argomento come la redazione del giornale Pizza Press o di un'Associazione di pizzaioli, daltronde è noto che per fare la pizza non sia necessario avere una grande cultura.

Spesso il suo comportamento, come quello delle addette al loro ufficio, era veramente scostante: non appena si parlava di Internet reagivano con ostinatezza e paura. Ricordo una scena di vero isterismo fatta da una segretaria al Ciao Pizza del 1996 (Expo Food) : "non imparerò mai ad usare Internet ", disse arrabbiatissima col terrore negli occhi.

Finalmente, nel marzo del 1996 riesco a fissare una riunione col Primiceri, era molto importante, in ballo c'era la promozione mondiale della pizza in Internet, l'idea di " pizza.it " era nella mia testa da giorni, per realizzarla era prima necessario che la presentassi.

In una breve riunione propongo a Primiceri l'idea, il quale l'approva immediatamente.
meeting report
il cliente: " la cosa importante è che ci sia la parola pizza".
il creativo, io: " allora, pizza.it, non mi viene in mente altro".

Nei giorni successivi invio un fax a Primiceri per la registrazione del dominio Internet .

La ragione per cui avevo deciso di fare intestare il dominio http://www.pizza.it all'Associazione APES è stata dettata delle ingenue regole per l'assegnazione dei domini Internet formulate dal GARR (organo ufficiale italiano) che richiedevano una diretta competenza con la materia trattata, oltre ad un'altra vera assurdità di tipo concettuale: la possibilità, per ogni cittadino italiano, o azienda di essere intestatario di un solo indirizzo Internet.
Personalmente, ero convinto di averne già uno: " adv-factory.it " e poi, come avrei potuto fare io non faccio di mestiere il pizzaiolo, ne sono proprietario di una pizzeria.

E' necessario sottolineare il fatto che questa clausola creò all'epoca grandissimi problemi a molte aziende italiane tra cui Olivetti / Fiat / Armani e a molte altre proprietarie di uno o più marchi registrati.
Corriere della Sera 1997
Oggi sono moltissimi i tribunali in tutto il mondo coinvolti in cause e sentenze di questo tipo.

Al tempo, la disinformazione su Internet era totale, il caos era davvero reale.

In ogni modo seguii passo passo il seguito del fax, informandomi telefonicamente sul seguito delle procedure della registrazione del dominio, le segretarie dell'Associazione rispondevano sempre positivamente alle mie domande con: "tutto bene, tutto a posto". Ricordo soprattutto una risposta della ragioniera Nicoletta, sicuramente una dei diretti incaricati che alquanto seccata, mi disse: "è tutto a posto! Abbiamo fatto tutto ciò che dovevamo."

Non era affatto vero, come testimoniano i fatti.

I risultati ufficiali dell'avvenuta registrazione del dominio al GARR, fatte da me via internet in compagnia di altre 4 persone, i ragazzi del server quindi testimoni, dal mese di aprile 1996, davano come risultato nei www concessi PIZZA.IT alla Ibe.Net S.p.a. (nome del provider che usavamo al tempo).

La società aveva avviato la cosa, come da mia disposizione, ed il GARR, per fiducia e rapporto professionale quotidiano l'aveva concesso. Ma, per poter concludere, tutte e due erano in attesa del completamento dei documenti necessari alla pratica, come la semplice copia dell'iscrizione alla Camera di Commercio, in verità mai mandati dall'Associazione APES alla Ibe.Net S.p.a.

Verso la fine di giugno, nel corso di un' ulteriore ricerca, scopriamo che il dominio Pizza.it era stato concesso alla Malto & Co, di Umberto Bacchetti- oggi Pizza S.r.l (ennesima furbata)
Per verificare: http://www.nic.it/ (Database-Database WHOIS-domanda)

E qui comincia il calvario, scoppia qualcosa di molto difficile da spiegare , un vero caos psicologico, la vera paura, il vero terrore, di qualcosa di sconosciuto di ignoto: "internet".
Il primo personal - media, il più potente mezzo do comunicazione sinora inventato dall'uomo , spinge sì alla collaborazione, avvicina gli esseri umani ma scatena anche altro, tutti i sogni possibili della fantasia possono diventare realtà, quindi, anche i peggiori istinti e sentimenti umani si possono facilmente manifestare, visto che in gioco ci sono davvero, potenzialmente, tutti i soldi del mondo, almeno dell'argomento trattato.
La botta fu veramente tremenda, la delusione amara, la rabbia per l'accaduto per l'ingiustizia, era davvero tanta. Una sensazione tremenda, non solo per me. L'impatto poi purtroppo con l'umana ignoranza, è davvero stata un'esperienza tremenda.

Cosa fare a questo punto? Vista la tremenda disgrazia, accaduta per vera ignoranza mista ad ingenuità e furbizia.
Che pensare per calmarsi, essere lucidi: "siamo in Italia, sarebbe stato strano non fosse successo qual'cosa visto che stiamo parlando della pizza?!"

Dopo innumerevoli consultazioni, con il mio avvocato Silvio Maria Unito, procedevo alla registrazione del marchio " Pizza.it " presso la Bugnon S.p.a. a Milano. La considerazione che mi convinse definitivamente fu: "secondo me questi non hanno nessuna valore legale io al posto tuo registrerei il marchio". Così facendo non solo rientrai nel pieno possesso della mia idea, (diritto d'autore) diventando oltresì , secondo il codice civile italiano, l'unico imprenditore col diritto di esclusiva commerciale sul territorio nazionale e sovranazionale.

Nel mese di luglio organizzai l'uscita della campagna pubblicitaria pianificata, inizialmente, solo su quotidiani. La prima avvenne l' 8 agosto 1996 sul Corriere della Sera, successivamente su Il Giornale, Il Sole 24 Ore, la Gazzetta dello Sport. Le ragione della campagna pubblicitaria erano diverse; comunicare la nascita dell'iniziativa in generale, l'avvenuto accordo con l'Asociazione APES ed allo stesso tempo l'avvenuta registrazione del marchio Pizza.it.

L'iniziativa ebbe reazioni?
Secondo il Corriere della Sera siamo arrivati nei primi 10 posti al mondo tra i furti di marchi e domini Internet, magra consolazione direi.

Durante le uscite della campagna pubblicitaria sono accaduti alcuni fatti che ci hanno fatto cambiare immediatamente direzione strategica sugli accordi e sui contratti fatti, niente affatto beninteso sui contenuti:

(1) Il possibile rischio di denuncia per falso fatto che la F.I.P.E. Federazione Italiana Pubblici Esercizi o della Conf Commercio gli " organi ufficiali italiani del settore " , aveva notato la nostra iniziativa, per la quale avevamo fatto stampare diverse migliaia di depliant con l'affermazionee che l'Associazione Pizzaioli e Sostenitori era l'unica organizzazione ufficialmente riconosciuta dal Governo Italiano, ma ciò non era affatto vero. Avevano, semplicemente lavorato ad un progetto per la richiesta, inconcluso naturalmente .

In un' incontro a Roma col segretario dr.Eddi Sommariva mi sentii richiedere espressamente di togliere da Internet tutti i link inserti, fu un lavoro di mesi, accidenti.

(2) L'Associazione in questione, ne aveva fatta un'altra davvero grossa, concedere il proprio marchio a garanzia di qualità alla FINDUS per il lancio della propria Pizza Margherita Surgelata!

La scelta da fare era oramai evidente, obbligata, recidere l'accordo fatto ed inoltrare una richiesta di danni ai responsabili.

Come sarebbe stato possibile per noi diventare credibili se i migliori ristoranti del mondo, quelli buoni, erano affiancati alle pizzerie che per scarso amore professionale facevano magari la propria pizza con la pasta surgelata!?

Con il Bacchetti, il travaglio ha avuto una durata di 11 mesi, dopo i quali gli dissi telefonicamente che il consiglio d'amministrazione della mia società - Advertising Factory Inc. - aveva deciso che, con lui, nessun accordo sarebbe mai stato fatto, su pizza.it, in quanto, il valore di un dominio Internet non è neanche paragonabile a quello di un marchio registrato.

Ma chi è il sig. Bacchetti, un rappresentante di commercio marchigiano di quelli con esperienza di vendita porta a porta, o più precisamente da piede nella porta , proprietario di una birreria/pizzeria all'epoca che vendette successivamente, imbottito da un provider locale la Wall Net srl.
Una delle tante società nate con la new economy (nella fase 1), una di quelle che davano la connessione ad internet e pensavano di avere il mondo in mano, perchè registravano gratis domini internet , facevano siti per i clienti ignari. Come molte altre società, al tempo, era sicuramente composta da persone che conoscevano, probabilmente l'informatica, e si sono tuffate a pesce nel mondo della comunicazione totalmente a spese degli altri, senza alcuna esperienza professionale precedente ne di grafica ne di marketing di comunicazione.
Per non parlare del diritto d'autore, un vero disastro in materia. Convinsero l'ingenuo Bacchetti, che un marchio registrato o un dominio, erano la stessa cosa.
Era l'epoca in cui in tantissimi si inventarono professionalità e specializzazioni mai sentite prima, i danni creati da questo tipo di pratica professionale, furono davvero devastanti per moltissime aziende, piccoli imprendotori, singole persone.
La new economy è stata una meteora nell'economia mondiale, tragicamente conclusasi rapidamente anche per questi motivi, peccato.
Invito chi sia scettico a verificare personalmente, è sufficiente informarsi con qualcuno che c'era.

Il rapporto con il Primiceri è stato semplicemente un susseguirsi di richieste di denaro per ogni possibile occasione di promozione ufficiale di Pizza.it partendo dal Ciaopizza del 1996 - dove, per avere uno stand, mettere i computer, presentare il servizio e vendere i pizzapuzzle, mi chiese 6 milioni di lire, insomma, nessun contributo o aiuto da parte sua o dell'organizzazione.
Durante l'ultima telefonata intercorsa, nel luglio del 1997, mi chiedeva per l'ennesima volta se lui e la sua organizzazione avessero ancora qualcosa a che fare con Pizza.it , ed alla mia decisa affermazione :" no!" mi chiedeva cosa ci stesse guadagnando a tenere l'indirizzo www. pizza.it sul suo PIZZAPRESS! (Organo ufficiale dell'associazione).
Che dire di un professionista di questo genere? Lasciamo a voi le considerazioni.

A questo punto un pò di storia.
Il progetto della realizzazione della prima guida ai ristoranti del mondo in Internet è stato registrato alla fine del 1993; legalmente e giuridicamente "ne esiste conservata una copia in busta chiusa depositata naturalmente in banca" - sin da allora la guida è stata suddivisa nelle seguenti tipologie di cucina: carne, pesce, tipica, pizza, esotica, vegetariana. acena.it - todine.net

Possiamo quindi usare questa data (dicembre 1993) per stabilire l'inizio dei lavori di Pizza.it, nato dalla profonda convinzione che se avessimo suddiviso in tipologia di cucina "Dove Andiamo a Cena Stasera?" - "Where Will You Dine?" la qualità della pizza nel mondo avrebbe potuto crescere e al tempo stesso essere tutelata.

Nel collocamento qualitativo gastronomico internazionale "la pizza" da sola, secondo noi, è un poco debole. Ma, se correttamente inserita nel grande patrimonio gastronomico , l'aspetto è completamente diverso, perchè intervengono altri elementi.

Il nostro obiettivo è quello di mettere in evidenza, valorizzare, la produzione artigianale della pizza, questo a livello internazionale.

Una curiosità: da tempo in Italia gira "un mito metropolitano" che dice: una società americana ha dato un miliardo di lire a chi ha registrato il dominio http://www.pizza.it. (l'ennesima furbata all'italiana per poter ottenere i domini .eu e la registrazione del marchio pizza.it internazionale). (secondo il quale siamo arrivati nei primi 10 posti al mondo tra i furti di marchi e domini Internet


 

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