Pizza.it ( storia e fatti )| I primi contatti con l'Associazione
Pizzaioli e Similari (ex Sostenitori) APES, nella persona di Antonio Primiceri,
avvengono nell'ottobre del 1994, cioè nella fase di ultimazione
di quella che è stata la prima guida alla ristorazione mondiale
nata in tutta Internet . Nessuno di noi si sarebbe mai
immaginato che sarebbe successivamente anche diventata, quella ufficiale.
Artefici e promotrici dell'incontro furono Carolin Juker, cara amica ed ex mia fidanzata, ed una sua amica cuoca, Milly. Per circa 2 anni il dialogo ed i tentativi di trattative per fare un accordo con l'Associazione APES sono stati estremamente difficili, in ogni senso, e questa è una costante che accompagna tutto il periodo delle relazioni. L'unica responsabilità
penso sia da assegnare alla disarmante lentezza mentale sull' argomento Internet della
signora Anna Bandera compagna di vita e d'affari del Primiceri, che non
solo non ne capiva l' importanza, ma neanche provava di cercar di
capire. Spesso il suo comportamento, come quello delle addette al suo ufficio, era veramente scostante: non appena si parlava di Internet reagivano con ostinatezza e paura. Ricordo una scena di vero isterismo fatta da una segretaria al Ciao Pizza del 1996 (Expo Food) : "non imparerò mai ad usare Internet ", disse arrabbiatissima. Finalmente, nel marzo del 1996
riesco a fissare una riunione col Primiceri, era molto importante, in ballo c'era
la promozione mondiale della pizza in Internet, l'idea di " pizza.it "
era nella mia testa da giorni ma, doveva anche ufficialmente nascere. In una breve riunione propongo a Primiceri l'idea, il quale l'approva immediatamente. Nei giorni successivi invio un fax a Primiceri per la registrazione del dominio Internet . La ragione per cui avevo
deciso di fare intestare il dominio http://www.pizza.it all'associazione
è stata dettata delle ingenue
regole per l'assegnazione dei domini Internet formulate dal GARR (organo
ufficiale italiano) che richiedevano una diretta competenza con la materia
trattata, oltre ad un'altra vera assurdità di tipo concettuale: la possibilità,
per ogni cittadino italiano, o azienda di essere intestatario di un solo indirizzo
Internet. Sottolineo il fatto che questa
clausola creò all'epoca grandissimi problemi a molte aziende italiane
tra cui Olivetti / Fiat / Armani e a molte altre proprietarie di più
marchi. La disinformazione su Internet era totale, al tempo, il caos era davvero reale. In ogni modo seguii passo passo il seguito del fax dei primi del 1996, informandomi telefonicamente sul seguito delle procedure della registrazione del dominio, ma le segretarie dell'Associazione rispondevano sempre positivamente alle mie domande con: "tutto bene, tutto a posto". Ricordo soprattutto una risposta della ragioniera Nicoletta, la diretta incaricata, che, alquanto e seccata, mi disse: "è tutto a posto! Abbiamo fatto tutto ciò che dovevamo." Non era affatto vero, come vedremo più avanti. I risultati ufficiali dell'avvenuta registrazione del dominio al GARR, fatte da me via internet in compagnia di altre 4 persone / testimoni, dal mese di marzo, davano come risultato nei www concessi PIZZA.IT / Ibe.Net S.p.a. (nome del provider che usavamo al tempo). La società aveva avviato la cosa, come da mia disposizione, ed il GARR, per fiducia e rapporto professionale quotidiano l'aveva concesso. Ma, per poter concludere, tutte e due erano in attesa del completamento dei documenti necessari alla pratica, come la semplice copia dell'iscrizione alla Camera di Commercio, in verità mai mandati dall'Associazione APES alla Ibe.Net S.p.a. . Verso la fine di maggio, nel corso di un' ulteriore ricerca, scopriamo che il dominio Pizza.it era stato concesso alla Malto & Co, di Umberto Bacchetti. E qui comincia il calvario,
scoppia qualcosa di molto difficile da spiegare , vero caos psicologico,
vera paura, vero terrore, di qualcosa di sconosciuto ignoto: "internet".
Cosa fare a questo punto? Vista la tremenda disgrazia,
accaduta per vera ignoranza mista ad ingenuità e furbizia. Nel mese di luglio
organizzai l'uscita della campagna pubblicitaria
pianificata, inizialmente, solo su quotidiani.
La
prima avvenne l' 8 agosto 1996 sul Corriere della Sera, successivamente
su Il Giornale, Il Sole 24 Ore, la Gazzetta dello Sport.
Le ragione della campagna
pubblicitaria erano diverse; comunicare la nascita dell'iniziativa e l'avvenuto
accordo allo stesso tempo l'avvenuta registrazione del marchio.
Durante le uscite della campagna
pubblicitaria sono accaduti alcuni fatti che ci hanno fatto cambiare immediatamente
direzione strategica sugli accordi e sui contratti fatti, niente affatto
beninteso sui contenuti:
(1) Il fatto che la F.I.P.E. Federazione Italiana Pubblici Esercizi o della
Conf Commercio gli " organi ufficiali italiani del settore " , aveva notato l'argomento,
era possibile il rischio di denuncia per falso, e cioè che l'Associazione Pizzaioli e Sostenitori era l'unica
organizzazione ufficialmente riconosciuta dal Governo Italiano, ma ciò
non era ne esatto, ne vero. (2) L'associazione in questione,
oltre ad averci detto la verità solo dopo che la campagna pubblicitaria
era uscita, aveva nel frattempo, anche concesso il proprio marchio a garanzia di qualità
alla FINDUS per il lancio della propria Pizza Margherita Surgelata!
La scelta da fare era chiaramente
evidente, recidere l'accordo fatto ed inoltrare una richiesta di danni ai responsabili.
Come sarebbe stato possibile
per noi diventare credibili se i buoni e migliori ristoranti del mondo, erano affiancati
alle pizzerie che per scarso amore professionale facevano magari la propria pizza
con la pasta surgelata!?
Con il Bacchetti, il travaglio
ha avuto una durata di 11 mesi, dopo i quali gli dissi telefonicamente
che il consiglio d'amministrazione della mia società
- Advertising Factory Inc. - aveva deciso che, con lui, nessun accordo
sarebbe mai stato fatto, su pizza.it. Il rapporto con il Primiceri
è stato semplicemente un susseguirsi di richieste di denaro per
ogni possibile occasione di promozione ufficiale di Pizza.it partendo dal
Ciaopizza del 1996 - dove, per avere uno stand, mettere i computer, presentare
il servizio e vendere i pizzapuzzle, mi chiese 6 milioni di lire, insomma,
nessun contributo o aiuto da parte sua o dell'organizzazione. A questo punto un pò di storia.
Possiamo quindi usare questa
data (dicembre 1993) per stabilire l'inizio dei lavori di Pizza.it,
nato dalla profonda convinzione che se avessimo suddiviso in tipologia
di cucina "Dove Andiamo a Cena Stasera?" - "Where Will You Dine?" la qualità
della pizza nel mondo avrebbe potuto crescere e al tempo stesso essere
tutelata.
Nel collocamento qualitativo
gastronomico internazionale "la pizza" da sola, secondo noi, è
un poco debole. Ma, se correttamente inserita nel grande patrimonio gastronomico
, l'aspetto è completamente diverso, perchè intervengono
altri elementi.
Il nostro obiettivo è
quello di mettere in evidenza, valorizzare, la produzione artigianale della
pizza, questo a livello internazionale.
Una curiosità: da
tempo in Italia gira "un mito metropolitano" che dice: una società
americana ha dato un miliardo di lire a chi ha registrato il dominio http://www.pizza.it.
|
Internet
Service :) @pizza.it
©
Advertising Factory Inc. (New York City)
Concept
and Art Direction by Giovanni Zullo.